L’ultima, clamorosa prova della passione nascosta dell’artista del centrocampo
Com’era prevedibile, il nostro speciale PRESUNTO INNOCENTE ha suscitato reazioni vivaci e polemiche. E, sempre com’era prevedibile, da più parti è stata avanzata l’obiezione (commovente nella sua ingenuità!) per cui Taro Misaki sarebbe notoriamente omosessuale.
In realtà, la presunta omosessualità di Misaki costituisce un’ulteriore prova a sostegno della nostra tesi del suo innamoramento per Sanae Nakazawa. Quale maschera più sicura per restare accanto alla fidanzata del migliore amico?
Possiamo quasi vedere la scena: Tsubasa, fiducioso e commosso, in procinto di partire per il Brasile, prende in disparte il numero 11:
Te la affido, – gli dice, – Abbi cura di lei. Mi fido solo di te… –
Perché tanto sei innocuo, pensa il povero fesso, mentre Misaki si frega le mani!
Ma non divaghiamo!
Vi avevamo promesso la prova definitiva. Ed eccola!
Siamo tra le pagine di Rising Sun, la serie ancora in corso, in una pausa tra due partite dei Giochi Olimpici. Tsubasa e Misaki si sono allenati sulla spiaggia di Barcellona per mettere a punto una nuova strabiliante tecnica e ora, accompagnati da Ishizaki, tornano in albergo.
Sulla strada, il difensore dice a Tsubasa che Kanda, il giorno prima, ha vinto il suo match di pugilato.

E chi è Kanda? – chiede Misaki.
(Voi che leggete, invece, dovreste saperlo, dato che vi abbiamo ampiamente raccontato la storia in questo articolo…)
Quel chiacchierone di Ishizaki parte in quarta. È stato un rivale in amore di Tsubasa, al tempo della scuola media.
Un rivale in amore???
La faccia di Misaki appare già abbastanza eloquente…

Ma un turbato Misaki sta per dirci molto, molto di più.
Prima, però, una breve, ma necessaria premessa: chi conosce un minimo la cultura giapponese, sa che in Giappone i modi in cui ci si può rivolgere a qualcuno sono estremamente variegati e formali. Laddove noi distinguiamo semplicemente tra il dare del tu e il dare del lei, i giapponesi hanno una gradazione molto più articolata e precisa. L’utilizzo del nome piuttosto che del cognome, nonché la presenza di tutta una gamma di suffissi definisce un’ampia e complessa varietà di sfumature di confidenza, che culmina nel nome proprio usato senza suffisso, riservato all’intimità dei fidanzati e dei coniugi.
Nel manga di Takahashi possiamo vederlo proprio nel modo in cui Tsubasa si rivolge a Sanae. Da principio, come è noto, è Anego, un soprannome non del tutto lusinghiero, che ne sottolinea la natura bellicosa. Quando il maschiaccio lascia il posto alla timida adolescente, ecco che si modifica anche il modo in cui Tsubasa si rivolge a lei: dal soprannome si passa a un formale “manager“, legato alla funzione che la ragazza ricopre nella squadra. Quando, però, la situazione tra i due diventa più romantica, ecco che Tsubasa ricorre al suffisso -chan. Lo vediamo in due casi particolarmente significativi: prima di tutto nell’intensa scena in cui Sanae gli dichiara, più o meno velatamente i propri sentimenti e lui sta per svelarle i suoi.

In secondo luogo, Tsubasa la chiama Sanae-chan quando lei va trovarlo in Brasile e gli si getta tra le braccia.

Un’altra prova del valore affettuoso del suffisso la troviamo quando la piccola Yayoi Aoba, innamorata di Tsubasa, vuole chiamarlo col diminutivo affettuoso di Tsuchan.
Non se ne parla nemmeno! – reagisce deciso il piccolo Tsubasa, – Solo la nonna può chiamarmi così! –

Sorge spontanea la domanda: Misaki come si rivolge a Sanae?
Nel corso dei lavori per PRESUNTO INNOCENTE, abbiamo setacciato balloon dopo balloon alla ricerca del modo in cui Misaki chiama la fidanzata dell’amico. Sarebbe stata una prova decisiva dei rapporti che intercorrono tra i due. Abbiamo scoperto che Ishizaki, Hyuga, Wakabayashi continuano a chiamarla col vecchio soprannome di Anego.
Ma su Misaki nessun indizio.
Migliaia e migliaia di pagine e non troviamo mai (e dico MAI) un dialogo tra la compagna di Tsubasa e il suo migliore amico. Un silenzio che ha già qualcosa di sospetto…
Non vediamo MAI Misaki rivolgersi a lei. E nemmeno nominarla! L’unica volta in cui ne parla è quando presenta Azumi Hayakawa come l’Anego di Francia (una tavola su cui abbiamo ampiamente indagato in PRESUNTO INNOCENTE…). Poi cala il silenzio.
Nessun indizio, quindi. O meglio, nessuno fino a questa clamorosa e illuminante scena.
Torniamo dunque nella via di Barcellona, dove Ishizaki sta raccontando a un attonito Misaki di Kanda e della sua sfida a Tsubasa. Misaki, evidentemente turbato, cerca di cambiare discorso. E cade dalla padella nella brace:
A proposito, Sanae-chan partorirà lo stesso giorno della finale… –

SANAE-CHAN??? COME SANAE-CHAN???
E come fa Misaki a essere tanto informato della gravidanza di Sanae da conoscere la data del parto? Cos’è? La accompagna dal ginecologo???
Tsubasa e Ishizaki, com’è noto, non brillano per perspicacia in questo genere di cose, e così Misaki può cavarsela a buon mercato. Si accorge di aver detto troppo e subito finge di non sapere che Sanae aspetta due gemelli…
Ma Misaki può ingannare lo sprovveduto e candido Tsubasa, non certo noi! A noi investigatori del manga non sfugge nulla! Quando (e soprattutto COME!) Anego è diventata per Misaki (e SOLO per Misaki!) Sanae-chan??
A questo punto, non possiamo che interrogarci su un altro punto oscuro: la fedelissima, insospettabile moglie del Soccer Prodigy come si rivolge al migliore amico del marito?
Anche qui, abbiamo esaminato i balloon uno per uno. Come abbiamo visto, i due non parlano mai tra loro. Le (pochissime!) volte che Sanae parla di Misaki, lo fa senza che lui sia presente. In questi casi, usa un formale Misaki-kun, tipicamente utilizzato tra compagni di scuola. Ma, d’altra parte, sta parlando proprio col marito, e non è certo il caso di usare nomignoli affettuosi…
Riservata e prudente, dunque, la signora Sanae Ozora, molto più del suo innamorato… Ma non abbiamo dubbi: quando la vedremo finalmente rivolgersi a Misaki, lei lo chiamerà Taro-chan!
Prima o poi il pennino del sensei tradirà anche il suo segreto… E noi saremo pronti a carpirlo al volo!
Credits
Immagini: Yoichi Takahshi, Captain Tsubasa – Rising Sun, Vol. 8, Shueisha, 2014; Yoichi Takahshi, Captain Tsubasa – Memories Ozora Family, Captain Tsubasa Magazine, Shueisha, 2021
Si ringrazia Silvia per le utilissime precisazioni sull’uso dei suffissi giapponesi.

Ciao! Ho letto l’articolo e l’ho trovato molto interessante anche se nella congettura esplicitata in tante righe ho trovato un madornale errore. Chiunque bazzichi un po’ il Giappone e la cultura giapponese non può non sapere che i suffissi vengono utilizzati NON nei rapporti intimi. Misaki chiama Sanae: Sanae chan proprio perché non è il suo ragazzo e chiamarla Sanae san sarebbe scortese visto che è un’amica d’infanzia. Ma assolutamente non può chiamarla Sanae e basta perché NON è la sua ragazza e non è sua moglie. Mio marito è giapponese, ho vissuto in Giappone per un certo tempo e posso assicurarvi che questa è l’interpretazione corretta. Il chan per le ragazze si usa tanto comunemente del kun per i ragazzi, Ne è praticamente l’equivalente maschile. Ciò non toglie che chi vuol credere che Misaki sia innamorato di Sanae può continuare benissimo a pensarlo.
In ogni caso tutti i miei complimenti per il sito. Buon lavoro e buona serata.
“Ne è praticamente l’equivalente maschile.” Scusate, volevo scrivere “l’equivalente femminile”.
Ciao! Grazie mille per averci letto con tanta attenzione e per le tue utilissime osservazioni!
Come puoi vedere, abbiamo corretto l’articolo di conseguenza, aggiungendo una serie di precisazioni.
Grazie ancora e a presto!
Non c’è niente di certo che Misaki abbia una cotta per Sanae… però sono curiosa di saperlo
Ma infatti sono solo ipotesi, di certo possono essere spunti utili per gli amanti delle fan fiction. ;)