Pensi davvero di essere un collezionista di Captain Tsubasa? 🤔
La risposta è NO! Perché al mondo esiste il vero e autentico più grande collezionista al mondo di tutto ciò che riguarda CaptainTsubasa!
Non ci credi? Io ho avuto il piacere di intervistarlo! Si chiama Miguel, in arte Tsubasamat e la sua collezione è da urloooo! 😱😱😱 Ti lascerà senza fiato!
Ti lascio alla sua intervista 👇
Come ti chiami e da dove vieni?
Prima di tutto volevo ringraziarti per avermi fatto questa intervista. Vedere che Captain Tsubasa (Holly e Benji) è in tutto il mondo e che ogni paese sta facendo la sua parte, mi rende molto felice 😉.
Bene, cominciamo… eh eh. Il mio nome è Miguel Angel Mata, sono nato a Sabadell, una città nel Vallès Occidental, a circa 28 km dalla capitale Barcellona, ho vissuto tutta la mia infanzia, giovinezza e gran parte dell’età adulta a Ripollet, un’altra città nel Vallès Occidental. Ora, da circa due anni e mezzo, vivo a Castelldefels (nella città dove viveva Lionel Messi 😆).

Parlaci un po’ di te. Raccontaci: chi è Tsubasamat?
Tsubasamat viene dal mescolare Tsubasa Ozora e il mio primo cognome Mata, da quando ho avuto l’età della ragione e sono stati inventati i nickname l’ho avuto abbastanza chiaro. Tsubasa e Miguel sono la stessa persona ahahah. Non è né un alter ego né un super eroe, si considera una persona molto buona, dà molto valore all’amicizia, ai bei momenti con i suoi amici, soprattutto gli piace divertirsi, godersi la vita e condividere gli hobby con la sua compagna (viaggiare, andare ai concerti, ecc… ) e soprattutto gli piace collezionare.
È un grande tifoso del Barcellona FC, l’altra sua grande passione, e anche della musica spagnola, specialmente la rumba, il pop e la sua variante flamenco pop. Tutto in spagnolo 😉. Qualche tempo fa ha iniziato a recuperare qualcosa che aveva messo da parte, il disegno, e da lì ha iniziato a scolpire, suona anche la chitarra flamenco da anni come altro hobby. Gli piace imparare sempre qualcosa, è molto curioso. Sui social network è un po’ più troll e di tanto in tanto gli piace incendiare l’atmosfera per farsi qualche risata. Questo sarebbe a livello personale, e quindi lo Tsubasamat collezionista guarda prima le persone piuttosto che le collezioni che hanno. Gli piacciono le persone umili che godono dei successi degli altri, non gli piacciono affatto le persone invidiose.
Quando e come è nata la tua passione per il manga e l’anime di Captain Tsubasa (in Spagna Campeones: Oliver y Benji)?
Quando sono iniziati gli anime in Spagna avevo 4 anni, guardavo un sacco di cartoni animati di quel periodo: Heidi, Marco, l’Ape Maia, ecc… In uno di quei giorni del 1990, alle 20:30 (a casa a quell’ora o guardavi il telegiornale o guardavi il calcio, non c’era altro 😆), sull’allora nuovissima Telecinco, vidi un cartone animato con dei bambini che giocavano a calcio e rimasi sbalordito. Ricordo due scene: una di Sanae (a bordo di un camion, mentre era in ritardo per vedere la partita) e un’altra di due ragazzini identici (i Tachibana), che si passavano la palla in una stazione ferroviaria. Non ricordo altro ahaha.
Quello fu il mio primo contatto e già mi ero innamorato di questa serie. Poi, quando ero un po’ più grande, ho iniziato a guardarla nelle repliche di Telecinco, Antena 3 e la 2 dall’inizio. Uno o due anni dopo giocavo già nella categoria Primi Calci nella squadra cittadina FC Ripollet e questo aumentò la mia passione per questi cartoni. La mia passione per il calcio e quella per Capitan Tsubasa sono sempre andate di pari passo. Se a questo si aggiunge il fatto che anche i tuoi amici e vicini di casa guardavano la serie e tu giocavi con loro tutto il giorno, è stata un’esplosione ancora più grande nel mio caso. Scendere in strada a fare tiri combinati, rovesciate, tiri della tigre, piede contro piede, imitando Ken Wakashimazu con le porte, addirittura alcuni pazzi facevano i Tachibana ahah. Dopo pochi anni era già un delirio con Captain Tsubasa, nel ‘95/’96 erano già incontri seri, dando tutto, dopo la puntata del giorno che trasmettevano su Antena 3. Sono iniziati i giochi per gameboy, seguiti da Get in the tomorrow di PSX, il gioco a cui ho giocato più ore, e moltissime ore senza andare a scuola, giocando a tutti gli emulatori di tutte le piattaforme e tutti i loro giochi 😆.
Ho scoperto i manga un po’ più tardi e ho comprato uno dei miei primi tankobon giapponesi, il 22° volume, alla prima fiera del manga a Barcellona-Stazione di Francia intorno al 1995. È stato il primo articolo giapponese che mi hanno comprato 😆. Ricordo che sono andato di stand in stand a chiedere se avevano roba di Holly e Benji e così via per molti anni. Non me ne perdo neanche uno.
Ti ricordi qual è stato il primo oggetto della tua collezione di Captain Tsubasa?
Nel 1992, durante un viaggio ad Andorra con i miei genitori, siamo entrati in una stazione di servizio e mi hanno comprato un pacchetto che comprendeva l’album e 240 figurine Panini, è stata una collezione fugace 😆

Quando hai iniziato a collezionare i primi oggetti di Captain Tsubasa, sapevi che un giorno avresti riempito un’intera stanza?
La verità è che fin dall’inizio volevo avere molto materiale. Ricordo che andavo in edicola e guardavo tutte le riviste di anime, manga e videogiochi per vedere se c’era qualcosa su Holly e Benji. Se c’era qualcosa, anche se era solo una citazione in un piccolo articolo, me lo compravano. Poi, quando sono diventato più grande, ho iniziato a comprarlo da solo ahaha. Ogni volta che compravo un articolo, ne scoprivo un altro, e poi un altro che mi piaceva di più, ed è così ancora oggi. Mi sentivo molto bene, è una sensazione che mi emoziona ancora oggi. C’è sempre qualcosa che mi sorprende, un nuovo articolo o uno molto vecchio che non avevo mai visto prima, sono i piccoli dettagli che mi catturano di più in questo mondo. C’è ancora molto materiale da scoprire.

Sulla tua pagina Instagram ci sono molte foto di oggetti della tua collezione. Hai idea di quanti oggetti hai?
Quando ho battuto il record, avevo raggiunto più o meno i 5.500 pezzi. Adesso non saprei dirti, perché devo ancora aggiornare il mio inventario, ma negli ultimi due anni la collezione è cresciuta molto di più.
Sappiamo che Captain Tsubasa è un fenomeno mondiale, ma la maggior parte degli oggetti da collezione viene dal Giappone. Come fai a procurarteli?
All’inizio, quando non c’era internet, il materiale si acquistava attraverso i cataloghi. C’erano rivenditori che andavano in Giappone e portavano a casa materiali. Mi piaceva molto andare in negozi come Norma Comics, Continuará, Chunichi Cómics, o al Mercato di Sant Antoni (sono tutti negozi molto importanti di Barcellona). Sono anche andato alle fiere di manga e fumetti a Barcellona e ho comprato materiale da buoni amici e collezionisti come Xavi e José del negozio Dashu.
Con l’arrivo di Internet, hanno cominciato ad apparire i negozi d’importazione come Liksang, Playasia, Ebay, Yesasia, Cdjapan, Mandarake, Amiami, Hlj ecc… me ne sfuggono molti altri ahaha. Oggi si usano intermediari giapponesi. Nel mio caso, degli amici che vivono in Giappone mi comprano tutto.
Quanto pensi che valga la tua collezione? Per me di sicuro ha un valore inestimabile
Come dici bene tu, il suo valore è inestimabile, sono arrivato a pagare cifre molto alte per cose uniche, non tanto per cose che ora sono molto costose. Tutto aumenta ed è più difficile valutare quello che hai, perché ho comprato “a buon prezzo” negli anni precedenti. Alla fine, quando sei un collezionista ci sono cose che non hanno prezzo, per esempio incontrare il sensei di persona o fare una foto con lui non ha prezzo, e lo apprezzo ancora di più di qualsiasi oggetto che ho nella mia collezione. Ma questa è un’opinione molto personale eheh.
Puoi mostrarci qualche foto della tua collezione?
Cosa ti ha spinto a diventare un collezionista assiduo di oggetti di Captain Tsubasa?
Ricordo ancora il giorno del 1998 in cui ho convinto mia madre a portarmi al negozio Continuará e a scendere quelle scale. Nella ricerca ho trovato il tankobon Captain Tsubasa – Saikyo no Teki Holland Youth (mi piaceva molto quella copertina gialla con tutti i giocatori). Ho trovato nello stesso negozio il tankobon n. 18 di Captain Tsubasa World Youth. Fino a quel giorno Captain Tsubasa si era unito alla mia altra passione, il calcio, ma lì ho scoperto un fatto che ha cambiato tutto: la firma di Tsubasa Ozora per il Barcellona FC. È nata lì la spinta a iniziare una collezione con quello che usciva in Spagna e con quello che potevo trovare nelle fiere, per portarla a un altro livello… Da allora in poi, a ogni compleanno, o quando mi davano dei soldi, tutto andava via per Captain Tsubasa. Non li ho più chiamati Oliver e Benji.
Qual è l’oggetto più raro della tua collezione? E quale è stato il più difficile da ottenere?
Dopo quasi 29/30 anni di collezionismo, mi metti in difficoltà… Ho articoli, per esempio, di premi Shonen Jump che esistono solo in cinque copie al mondo; e poi l’autografo di Takahashi, messo in palio come premio dal Centro sportivo Sabadell, di cui ne esiste uno solo e a colori. Gli autografi di Yoichi Takahashi su shikishi con dedica penso che siano il top per un collezionista, così come il primo shonen firmato da lui in persona, o lo shonen del capitolo pilota firmato da lui, ecc… Però, per dirti la rarità delle rarità, ti direi un mini piano in collaborazione tra Captain Tsubasa e Pépatone degli inizi, quando la serie stava cominciando a uscire su Shonen Jump e cominciava l’anime, nel 1984. Era venduto con lo spartito perché i bambini giapponesi lo suonassero. Un materiale che oggi mi sta costando ottenere, ma che ho ottenuto è il pallone Captain Tsubasa J di NAS. Gli sono stato dietro per molti anni, con molte lotte tra i collezionisti ahaha. L’avevo “perso” più o meno 8 volte 😅😅😅
Ho visto che collezioni anche oggetti di altri paesi. Quindi la tua collezione è composta da qualsiasi oggetto dedicato a Captain Tsubasa?
Sì, voglio avere la collezione più ampia possibile, non in materiale globale, ma in materiale di altri paesi, ogni oggetto mi dà qualcosa, mi piacciono le rarità, le cose che sono state rilasciate solo in quel paese, le immagini che non sembrano di Captain Tsubasa, ma sono materiale ufficiale, ogni oggetto ha il suo fascino. Ogni paese merita di essere rappresentato nella mia collezione. Captain Tsubasa è mondiale e lo sono anch’io eheheh. Vedo persone che collezionano solo materiale giapponese o spagnolo e questo non ti permette di scoprire un sacco di curiosità di ogni paese. C’è materiale di dubbia qualità? Sì, ma ha il suo fascino.
Pensi che un giorno smetterai di collezionare oggetti di Captain Tsubasa o continuerai a farlo fino all’ultimo giorno di produzione?
Al 99% direi di no, il collezionismo è già molto profondo dentro di me. Ci sarà sempre qualcosa da raccogliere… Immagino non al livello di adesso, ma qualcosa salterà sempre fuori ahahah.
Hai visitato il Giappone?
Non l’ho mai fatto, ma se tutto va bene e il Covid 19 lo permette, probabilmente sarò lì per due settimane a settembre di quest’anno. Sto già pianificando il mio viaggio.
Hai incontrato il sensei Yoichi Takahashi di persona? L’autore sa dell’esistenza della tua incredibile collezione?
Devo averlo visto circa sette volte di persona eheh. Non avrei mai pensato di incontrarlo nella mia vita e, come il destino ha voluto, non una volta sola, ma sette!!!! Non riesco ancora a crederci, spero di vederlo molte altre volte.
Mi ricordo la prima volta che l’ho visto sul campo del Centro Sportivo Sabadell nel 2012: è stato uno dei momenti più belli della mia vita vederlo lì dal vivo a dipingere i murales, incontrarlo di persona era uno dei miei sogni, che mi firmasse il mio materiale e per di più accompagnato dalla mia compagna. Lei in quel momento sapeva cosa significava per me. Quando ha visto quanto ero emozionato, ha iniziato a piangere 😅😅. Ricordi molto belli che non dimenticherò mai. In quel periodo l’ho visto più di tre volte. Una follia eheh.
In un’altra occasione l’ho rivisto al XIX Salone del Manga nel 2013, gli ho regalato un’immagine fatta da me in hama beads (pixel art). Appare in diversi video che ha fatto del suo studio ed è una delle cose di cui sono più orgoglioso (sono nella stessa zona della sua foto con Ronaldinho, Laporta del Barça 😍😍😍 e Joan Mirò, un artista spagnolo).
E un’altra volta che l’ho visto è stato nel 2015, quando ha fatto una master class nella Escola Joso (il tempio del manga e del fumetto in Catalogna). È stata un’esperienza che credo non si ripeterà. Vederlo disegnare dal vivo con i suoi trucchi e la facilità con cui lo faceva era troppo top. Ha messo in palio diversi autografi e uno di questi l’ho avuto io, un Ken Wakashimazu. Questo era vederlo dal vivo, non si può dire con le parole.
Lui sa dell’esistenza della mia collezione per via di amici in comune che abbiamo su instagram/Twitter, so che gli passano le foto. Un sogno che ho è quello di poter stare con lui tranquillamente nel suo studio e vedere i manga originali che ha nelle sue cartelle. Sogneremo ad occhi aperti fino a quando potremo ehehe.
Venderesti mai gli oggetti della tua collezione?
Mai! Ahaha! Ho anche un sacco di materiale doppio e raramente, per non dire mai, ho deciso di vendere. Vendo solo cose di altre serie che non siano Captain Tsubasa. Non mi piacciono le persone che comprano per profitto, comprano a un prezzo alto, alzano i prezzi e per finire il 90% di loro sono persone che non collezionano quella serie e poi la rivendono in Europa a un prezzo ancora più alto. Alla fine uno si abitua a tutto questo, ma sappiano che non mi piacciono eheh.
Hai pensato di trasformare la tua collezione in un museo di Captain Tsubasa?
Ho diversi progetti in mente e uno di questi è quello di fare un museo. Ci ho pensato per molti anni e un giorno vi sorprenderò. Devo ancora raccogliere molto più materiale per far sì che il futuro museo valga la pena 😉😊.
Potresti dare qualche consiglio ai fan per aiutarli ad arricchire le loro collezioni?
Non sono molto bravo a dare consigli, ma la cosa principale è che ognuno collezioni quello che gli piace di più, sia che si concentri solo su figure, materiale anni ‘80, carta, un misto di tutto, ecc… Che non guardi gli altri, che crei la propria collezione da zero senza preoccuparsi di nulla. Dico questo perché se una persona inizia e guarda ciò che l’altra persona ha raccolto, può sentirsi frustrata, pagare più del dovuto per un oggetto e poi pentirsene. Ci sono cose al giorno d’oggi che sono quasi impossibili da ottenere e questo può stressare il nuovo collezionista. Questo è un hobby, non un’OSSESSIONE.
E soprattutto deve divertirsi, informarsi sull’oggetto in questione, indagare e andare acquisendo conoscenza di ciò che è Captain Tsubasa. Quando gli arriva un articolo a casa, deve guardarlo, e poi guardarlo di nuovo, non lasciarlo nella scatola stropicciato, deve tornare a rivederlo, perché nel caso di un articolo cartaceo può sempre sfuggire qualche dettaglio. Perché alla fine di comprare siamo capaci tutti (soprattutto con i soldi sul conto), ma il più delle volte non sappiamo cosa stiamo comprando. Nota importante: comprate il manga e leggetelo, godetevi la serie e poi iniziate a collezionare. E soprattutto vivete, che il collezionismo non è tutto, è solo un hobby che ci completa.
Grazie mille a tutti voi per aver letto tutta intera questa lunghissima intervista, così mi conoscete un po’ meglio. Un saluto a tutti e lunga vita a CAPTAIN TSUBASA, la serie della nostra vita.
Ringrazio di cuore Miguel Angel Mata aka Tsubasamat per aver concesso questa intervista e aver condiviso con tutti i fan italiani la sua passione per Captain Tsubasa… eh si ammettiamolo, lo invidiamo parecchio!
Credits
Fonte consultata: Intervista fatta da Valentina, founder del sito italiano di Captain Tsubasa, a Miguel Angel Mata, fan e collezionista appassiona di Captain Tsubasa.
Traduzione: Si ringrazia Harold Botero per la traduzione dell’intervista in italiano.
Immagini: Le foto che trovate in questo articolo appartengono a Miguel Angel Mata che ringrazio per aver concesso la pubblicazione all’intero di questo articolo.
Intervista Originale
Di seguito vi riporto l’intervista originale fatta in lingua spagnola




















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